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Contributi regionali per chi compra o ristruttura casa in montagna: la proposta di Scandella

È quanto chiede un ordine del giorno che il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella ha presentato al bilancio di previsione di Regione Lombardia 2022-2024, in discussione in questi giorni in Consiglio regionale.
16 Dicembre 2021

Un bando dedicato al riequilibrio insediativo verso i territori montani, che preveda la concessione di contributi per le persone che decidano di acquistare o recuperare immobili da destinare a prima abitazione all’interno dei comuni montani della Lombardia caratterizzati da elevata classe di svantaggio, in modo da favorire il ripopolamento dei territori montani, il recupero dei centri storici e del patrimonio abitativo inutilizzato.

È quanto chiede un ordine del giorno che il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella ha presentato al bilancio di previsione di Regione Lombardia 2022-2024, in discussione in questi giorni in Consiglio regionale.

“Ricalcando un'iniziativa del Piemonte e dell'Emilia-Romagna, abbiamo ritenuto che anche in Lombardia fosse necessario provare a dare una mano ai territori più periferici, che negli ultimi dieci anni si sono impoveriti sempre di più - spiega Scandella -. Nei territori delle Comunità Montane, l’indice di vecchiaia è cresciuto a 188 punti, con un aumento di 42,9 punti, la popolazione residente è diminuita dell’1,2%, a fronte di un +3,4% a livello regionale e se poi consideriamo la sola popolazione in età lavorativa, la flessione nei territori montani arriva al 4,1%”.

“Il numero delle imprese attive è diminuito del 10,8%, a fronte di un -1,0% regionale – aggiunge Scandella – un altro dato davvero preoccupante, se consideriamo che sono soprattutto il lavoro e i servizi alla persona che determinano maggiormente le scelte dei giovani di restare nei territori montani o venirci a vivere da fuori".

“Ci sono però tante buone ragioni per decidere di costruire il proprio futuro nei territori montani: dal contesto ambientale e paesaggistico alla qualità dell’aria, dal tessuto sociale più coeso a una dimensione comunitaria e di relazioni personali ancora molto presente, tutte cose che le persone non trovano altrove. E per alcune fasce di lavoratori, il lavoro da remoto ha aperto delle nuove possibilità in questo senso. È dunque fondamentale un’azione forte, prevedendo – anche grazie all’occasione del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza – adeguati investimenti in termini di infrastrutture per la mobilità, connettività, servizi alla persona ed alle imprese. Il futuro non è già scritto e il declino non è un destino inevitabile” conclude Scandella.

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