Una storia di famiglia che si tramanda da generazioni, radicata nella montagna e nella cura degli animali. È quella dell’Azienda Agricola Matteo Pesenti di Camerata Cornello, dove oggi Matteo porta avanti un mestiere che “c’è da sempre”, come lui stesso sottolinea. Prima sua nonna, poi suo padre: ora tocca a lui custodire e innovare un pezzo di storia locale.
“Sono nove anni e mezzo che l’azienda è intestata a me – spiega Matteo –, ma in realtà ci ho sempre lavorato: qualche lavoretto qua e là l’ho fatto, come secondo impiego, però la mia vita è sempre stata qui”. A dargli una mano ci sono i genitori e, d’estate, anche il cugino. Una famiglia che si divide tra stalla, campi e pascoli, mentre la sorella gestisce un’altra realtà agricola del paese, l’Azienda Agricola Le Piccole Meraviglie, specializzata in piccoli frutti e confetture.
La giornata tipo di Matteo inizia quando per molti è ancora notte fonda. “Alle 5:30, al massimo alle 6, sono già in azienda – racconta –, e tiro dritto fino alle 20, solitamente. In estate anche oltre: tra fienagione e pascoli non ci si ferma mai.” Gli animali vengono portati in alpeggio fino a 1.400 metri d’altitudine, dove trovano erba fresca e spazi aperti: un lavoro duro, ma che restituisce qualità al latte e alla carne. L’azienda alleva bovini da latte e da carne, una scelta dettata dalla tradizione e dalle competenze costruite nel tempo. E i risultati non mancano: “Sono dieci anni che vinciamo alle edizioni della mostra zootecnica. È una soddisfazione enorme”, confida.
Il latte prodotto in azienda segue due strade: una parte viene venduta a Branzi, mentre il grosso (tra il 70 e l’80%) viene trasformato direttamente. Matteo produce stracchini e formagelle, continuando la tradizione casearia delle Valli Orobiche. L’orgoglio più grande è il Presidio Slow Food dello Stracchino all’Antica delle Valli Orobiche, un riconoscimento che tutela e valorizza i metodi storici di lavorazione. Spiega, “Seguiamo la tradizione: fare il formaggio come si faceva una volta è il modo migliore per mantenere vive le nostre radici”.
Non mancano però le preoccupazioni per il futuro dell’allevamento in valle. “Ci saranno sempre meno aziende. La burocrazia è troppa – denuncia Matteo –. Si è parlato tanto del latte crudo: da una parte è giusto che ci siano controlli, ma dall’altra si è esagerato. Alla lunga resteranno solo i caseifici più grossi”. E i progetti per il futuro? Matteo lascia intendere che le idee non mancano, ma che la priorità resta una sola: continuare a fare bene il suo lavoro, con la stessa passione che ha guidato la sua famiglia per generazioni, “Finché ci sarà la possibilità, continueremo a mantenere vivo ciò che siamo sempre stati”.
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la val Brembana comunicante con la val Taleggio è stupenda, è ricca di buoni pascoli, il latte e derivati sono prodotti di alta qualità. è una vergogna che questi allevatori, che non hanno orario né ferie annue, devono ancora essere penalizzati con la riduzione del prezzo, o quota latte.





