"Troppa burocrazia in stalla, tante aziende spariranno": Matteo Pesenti, guardiano della tradizione

Una storia di famiglia che si tramanda da generazioni, radicata nella montagna e nella cura degli animali. È quella dell’Azienda Agricola Matteo Pesenti di Camerata Cornello, dove oggi Matteo porta avanti un mestiere che “c’è da sempre”.
27 Dicembre 2025

Una storia di famiglia che si tramanda da generazioni, radicata nella montagna e nella cura degli animali. È quella dell’Azienda Agricola Matteo Pesenti di Camerata Cornello, dove oggi Matteo porta avanti un mestiere che “c’è da sempre”, come lui stesso sottolinea. Prima sua nonna, poi suo padre: ora tocca a lui custodire e innovare un pezzo di storia locale.

“Sono nove anni e mezzo che l’azienda è intestata a me – spiega Matteo –, ma in realtà ci ho sempre lavorato: qualche lavoretto qua e là l’ho fatto, come secondo impiego, però la mia vita è sempre stata qui”. A dargli una mano ci sono i genitori e, d’estate, anche il cugino. Una famiglia che si divide tra stalla, campi e pascoli, mentre la sorella gestisce un’altra realtà agricola del paese, l’Azienda Agricola Le Piccole Meraviglie, specializzata in piccoli frutti e confetture.

La giornata tipo di Matteo inizia quando per molti è ancora notte fonda. “Alle 5:30, al massimo alle 6, sono già in azienda – racconta –, e tiro dritto fino alle 20, solitamente. In estate anche oltre: tra fienagione e pascoli non ci si ferma mai.” Gli animali vengono portati in alpeggio fino a 1.400 metri d’altitudine, dove trovano erba fresca e spazi aperti: un lavoro duro, ma che restituisce qualità al latte e alla carne. L’azienda alleva bovini da latte e da carne, una scelta dettata dalla tradizione e dalle competenze costruite nel tempo. E i risultati non mancano: “Sono dieci anni che vinciamo alle edizioni della mostra zootecnica. È una soddisfazione enorme”, confida.

Il latte prodotto in azienda segue due strade: una parte viene venduta a Branzi, mentre il grosso (tra il 70 e l’80%) viene trasformato direttamente. Matteo produce stracchini e formagelle, continuando la tradizione casearia delle Valli Orobiche. L’orgoglio più grande è il Presidio Slow Food dello Stracchino all’Antica delle Valli Orobiche, un riconoscimento che tutela e valorizza i metodi storici di lavorazione. Spiega, “Seguiamo la tradizione: fare il formaggio come si faceva una volta è il modo migliore per mantenere vive le nostre radici”.

Non mancano però le preoccupazioni per il futuro dell’allevamento in valle. “Ci saranno sempre meno aziende. La burocrazia è troppa – denuncia Matteo –. Si è parlato tanto del latte crudo: da una parte è giusto che ci siano controlli, ma dall’altra si è esagerato. Alla lunga resteranno solo i caseifici più grossi”. E i progetti per il futuro? Matteo lascia intendere che le idee non mancano, ma che la priorità resta una sola: continuare a fare bene il suo lavoro, con la stessa passione che ha guidato la sua famiglia per generazioni, “Finché ci sarà la possibilità, continueremo a mantenere vivo ciò che siamo sempre stati”.

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Commenti:
  1. la val Brembana comunicante con la val Taleggio è stupenda, è ricca di buoni pascoli, il latte e derivati sono prodotti di alta qualità. è una vergogna che questi allevatori, che non hanno orario né ferie annue, devono ancora essere penalizzati con la riduzione del prezzo, o quota latte.

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