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Tumore alla prostata, il Papa Giovanni XXIII premiato con il ‘bollino azzurro’ di Onda

C’è anche l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo tra le 94 strutture sanitarie di tutta Italia premiate da Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, nel quadro della prima edizione del Bollino Azzurro (2022-2023), come riconoscimento per la qualità dei servizi offerti sul fronte della diagnosi e della cura del tumore alla prostata.
24 Febbraio 2022

C’è anche l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo tra le 94 strutture sanitarie di tutta Italia premiate da Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, nel quadro della prima edizione del Bollino Azzurro (2022-2023), come riconoscimento per la qualità dei servizi offerti sul fronte della diagnosi e della cura del tumore alla prostata. A livello provinciale si tratta dell’unico Ospedale pubblico ad aver ricevuto questo riconoscimento.

Tra i punti di forza dell’Ospedale di Bergamo figura l’esperienza della Prostate Unit, un team multidisciplinare istituito otto anni fa. Medici di diverse specializzazioni, dall’urologo al radioterapista, all’oncologo medico, al radiologo al medico nucleare, studiano e valutano le indicazioni terapeutiche più appropriate per ciascun caso clinico. In campo diagnostico, il team può avvalersi delle potenzialità offerte dalla metodica innovativa della biopsia a fusione di immagini (fra ecografia e risonanza magnetica della prostata). All’ospedale di Bergamo sono proposti tutti i trattamenti possibili. Laddove l’indicazione più adeguata sia quella chirurgica, gli urologi ricorrono se possibile all’approccio mininvasivo, con la chirurgia robotica.

“Il nostro team chirurgico ha maturato l’esperienza con la piattaforma per la chirurgia laparoscopica robot-assistita fin dall’ottobre 2014. Grazie anche al robot siamo oggi in grado di eseguire circa 200 prostatectomie radicali all’anno – ha dichiarato Luigi Da Pozzo, professore ordinario di Urologia all’Università di Milano Bicocca e direttore dell'Urologia del Papa Giovanni XXIII di Bergamo –. Il vantaggio dell’accesso laparoscopico robot-assistito nel trattamento dei tumori alla prostata è rappresentato da un minore sanguinamento operatorio e da un più rapido recupero della continenza urinaria e della funzione erettile”.

Ma a fare la differenza nell’approccio garantito al paziente è soprattutto la appropriatezza del trattamento, cioè la scelta di valutare il singolo caso e di non procedere con l’operazione chirurgica laddove non strettamente necessaria. Secondo le stime più recenti, in Italia ogni anno circa 10.000 uomini colpiti da tumore alla prostata presentano una neoplasia di ridotte dimensioni e scarsa aggressività. Si tratta di circa un terzo dei nuovi casi diagnosticati, che non necessariamente devono essere operati con urgenza. Sono i risultati dello studio PRIAS-ITA, la sezione italiana del più grande studio al mondo a promuovere la sorveglianza attiva in alternativa alle terapie radicali standard, laddove l’aggressività della malattia lo consenta. L’Urologia del Papa Giovanni è tra i centri leader del progetto.

“Non tutte le diagnosi di tumore alla prostata richiedono un trattamento – prosegue Da Pozzo -. In molti casi è preferibile il monitoraggio dell’evoluzione del tumore a rischio di progressione basso o molto basso. In tutti questi casi sconsigliamo al paziente di sottoporsi ad un’operazione non giustificata dal quadro clinico e attiviamo la sorveglianza attiva, cioè proponiamo al paziente uno schema di esami e controlli periodici che ci permettono di tenere controllato l’avanzamento del tumore”.

“Siamo grati alla Fondazione Onda per questo importante riconoscimento nel trattamento di questa patologia oncologica maschile, che si aggiunge ai tre bollini rosa che ormai da sei edizioni ci vede tra i primi ospedali in Italia per l’attenzione alla donna – ha concluso Maria Beatrice Stasi, direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII -. Appropriatezza delle cure, multidisciplinarietà ed innovazione tecnologica rappresentano senza dubbio i caposaldi che ispirano quotidianamente la nostra pratica clinica. E il migliore riconoscimento di questo approccio arriva proprio dai pazienti, che per patologie di tipo urologico si rivolgono a noi anche da fuori provincia”.

Tra gli scopi del Bollino Azzurro vi è quello di segnalare le strutture che favoriscono un approccio multidisciplinare nel trattamento di questa malattia, attraverso trattamenti personalizzati e innovativi e tramite la collaborazione tra diversi specialisti. Gli obiettivi: migliorare l’accessibilità ai servizi erogati dai centri, potenziare il livello di offerta terapeutica e diagnostica, migliorare la qualità della vita delle persone con tumore alla prostata e promuovere un’informazione consapevole tra la popolazione maschile sui centri in grado di garantire una migliore presa in carico del paziente.

“Questa prima edizione del Bollino Azzurro, che ha visto la partecipazione di 155 strutture italiane, rinnova il nostro impegno nel coinvolgere sia la popolazione maschile che quella femminile sulle tematiche relative alla salute e in particolare sul tumore alla prostata”, ha affermato Francesca Merzagora, Presidente di Fondazione Onda -. I centri premiati costituiranno una rete di scambio di esperienze e di prassi virtuose e offriranno alla popolazione l’opportunità di essere correttamente informata attraverso campagne di comunicazione mirate e di fruire di servizi gratuiti in occasione di giornate dedicate, con l’obbiettivo di sensibilizzare e avvicinare a diagnosi e cure appropriate. Il riconoscimento del Bollino Azzurro rappresenta quindi un significativo punto di partenza per il potenziamento dei servizi in ottica multidisciplinare”.

Il tumore alla prostata è una tra le malattie più diffuse negli uomini: in Italia sono circa 564.000 le persone con una pregressa diagnosi di tumore della prostata, pari al 19 per cento dei casi di tumore nei maschi e ogni anno si contano circa 36.000 nuove diagnosi.

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