Da quello che sembrava essere un giorno freddo e nebbioso, si è trasformato in una giornata calda e soleggiata. La Chiesetta di San Michele, che si trova nella suggestiva cornice dell'antico borgo di Sussia sopra le alture di San Pellegrino Terme, nel giorno di Santo Stefano è tornata ad ospitare il tradizionale Presepe Vivente.
Un evento che - come ogni anno - unisce tradizione, amicizia e famiglia alla voglia di condividere e di stare all'aperto a contatto con la natura: "C'era la nebbia fitta a valle e sopra, lo sapevamo, il sole - racconta Chiara Pesenti, organizzatrice e presidente dell'Associazione Amici di Sussia. - Mettersi in cammino verso Sussia è: sempre una scelta: lasciare il dubbio, il tempo, il freddo, la tentazione di restare giù. I passi sono ovattati, il mondo sembra sospeso. Poi la luce cambia, la nebbia si apre, e all’improvviso il sole accende le cime. È una soglia invisibile: la attraversi, è qualcosa dentro si allarga. Quassù il Natale non si guarda, si vive. Con il fiato della salita, le mani scaldate dal tè, le campane che affidano al vento le preghiere imperfette. Volti noti e nuovi, bambini ed adulti, strumenti che suonano senza copione. Nessuno è spettatore: ognuno è parte".
Ad accogliere persone e figuranti (giunte non solo da San Pellegrino, ma anche dalla Valle Imagna, da altri paesi della Valle Brembana come Zogno e Camerata Cornello e persino dalla Sicilia) c'era l'Associazione Amici di Sussia, insieme a Giusy e Davide Pesenti del Gruppo GESP, oltre ad un buon thè caldo e vin brülé, accompagnati da una fetta di pandoro, che sono stati preparati dal Gruppo Alpini San Pellegrino Terme e, in sottofondo, le musiche natalizie suonate da un gruppo di giovani musicisti guidati dal sanpellegrinese Richelmo Giupponi (Docente di Matematica all'Istituto Superiore San Pellegrino). A suonare le sue "fedeli compagne d'attesa", ovvero le campane della Chiesetta, c'era l'unico residente di Sussia Gianni Baroni.
"Ci sono volti che tornano e volti nuovi. Bambini che crescono, amici che si ritrovano. Strumenti consumati dal tempo - flauti, armoniche, chitarre - che intrecciano nenie natalizie come fili invisibili tra le persone. Nessuno è spettatore: ognuno aggiunge qualcosa" - prosegue Pesenti. La "Sacra Famiglia" del Presepe Vivente di quest'anno è arrivata da Camerata Cornello: Michela Rinaldi (originaria di Zogno ed ora residente a Camerata Cornello) ha interpretato la "Madonna", mentre al suo fianco in veste di "San Giuseppe" c'era il compagno Michael Quadri. Nella mangiatoia ad interpretare "Gesù Bambino" c'era la loro piccola Nicole di appena 3 mesi.
A celebrare la Messa è stato il parroco don Alessandro Nava (che per l'occasione si è travestito anche lui), il quale nel corso della celebrazione eucaristica è stato affiancato da un gruppo di chierichetti/pastorelli. Ad animare la messa un gruppo di musicisti formato da: Tony De Castro, Edoardo Galizzi, Giorgio Gervasoni e Giovanni Tassis (membri del gruppo "Old Time Voices") insieme alla cantante Cassandra Raffaele.
"Amo profondamente l’imperfezione di questo presepe. Amo che non cerchi effetti, che non abbia copioni rigidi. Se c’è una cosa da ricordare per il prossimo anno, è questa: il Natale, quassù, non accade da solo. Ha bisogno di passi che salgono, di persone che si mettono in gioco, di chi sceglie di lasciare spazio alla meraviglia. E quando, tra il respiro affannato della salita e la luce calda di quella piccola chiesa, ti scopri parte di qualcosa, capisci che il miracolo non è finito. Sta solo aspettando anche te. Qui il Natale non si consuma, si attraversa insieme." - conclude Pesenti.







